GACS: solo un piccolo passo verso la pulizia dei bilanci bancari
Finanza
di Emilio Barucci, Carlo Milani
10 febbraio 2016

Dopo una trattativa durata più di un anno il Ministro Padoan ha recentemente concluso con la Commissione Europea un accordo per il varo in Italia di un meccanismo avente la finalità di ripulire i bilanci bancari del gravoso peso dato dalle sofferenze bancarie. Avendo quest’ultime raggiunto i 200 miliardi di euro, a cui vanno sommati altri 150 miliardi di crediti deteriorati, di cui una buona parte passerà nel tempo a sofferenza, l’esigenza di un intervento su questo campo non era più rinviabile. Le sollecitazioni giunte più volte dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BCE, che bisogna ricordare essere ora l’autorità di supervisione dei principali istituti bancari dell’Area euro, testimoniano l’importanza del problema. Ma l’accordo raggiunto risolve effettivamente il problema?

Sulla base delle informazioni diffuse dal MEF in un comunicato stampa ci sono molti dubbi al riguardo.

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Postmeridionalismo. Esiste un’alternativa all'intervento straordinario?
Mezzogiorno
di Francesco Pastore
10 febbraio 2016

Ad oltre un ventennio dalla fine dell’intervento straordinario per il Mezzogiorno, appare sempre più evidente che, come aveva previsto Augusto Graziani in un suo saggio del 2000, il Mezzogiorno è ancora più indietro di quando non era già, non importa quanto male congegnato e realizzato fosse quell’intervento. Se, alla fine degli anni Ottanta, il persistere dei divari del Mezzogiorno dal resto del paese era senz’altro una prova schiacciante del fallimento dell’intervento dello stato, in particolare dell’intervento straordinario e della Cassa del Mezzogiorno, ad oltre vent’anni dalla fine della Cassa, il crescente livello dei differenziali regionali dimostra che il libero mercato, da solo, non porta ad un loro assorbimento, quanto piuttosto ad un loro ulteriore allargamento. Il Mezzogiorno, ora, è tornato ad essere non più solo un bell’esempio di fallimento dello stato, ma anche di fallimento del mercato.

Questo importante cambiamento di sfumature si traduce, in termini scientifici, in una crisi dell’approccio liberale e nell’emergere sempre più pressante e convincente di teorie alternative dei divari geografici nel mercato del lavoro. 

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Agricoltura campana: un presidio per avvicinare lo Stato al territorio
Ambiente ed Energia
di Antonio Di Niola, Francesco Pastore
10 febbraio 2016

Da qualche anno, l’Unione Europea ha introdotto un’importante e complessa direttiva (Reg. 1107/2009) a tutela dei consumatori che impone, fra l’altro, una serie di limitazioni della libertà degli agricoltori nell’uso di fitofarmaci per il trattamento della frutta. I fitofarmaci possono essere veleni per i consumatori se presenti al di sopra di una certa quantità, ma sono importanti per due motivi fondamentali: primo, per combattere gli insetti e i parassiti che possono distruggere quote importanti di raccolto; e, secondo, per una più facile conservazione del prodotto e la sua immissione sul mercato fuori stagione.

L’utilità dei fitofarmaci contro gli insetti non richiede spiegazioni. Meno immediata è, invece, l’utilità dei fitofarmaci in funzione di calmiere dei prezzi di mercato. La immissione sul mercato della frutta stoccata nei frigoriferi nel momento in cui l’offerta langue, serve a mantenere i prezzi più stabili a vantaggio dei produttori, ma anche dei consumatori: quando c’è il raccolto, i prezzi scenderebbero quasi a zero se i produttori non potessero sottrarre al mercato la quantità in eccesso rispetto alla domanda, quantità che serve poi per ridurre i prezzi fuori stagione, quando il prodotto scarseggia, ma il consumatore continua a richiederlo. 

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Riforma del lavoro: alcune criticità
Lavoro
di Beniamino Piciullo
10 febbraio 2016

In Italia per lungo tempo la politica è sempre stata molto “timida” ed “indecisa” per quanto concerne la definizione del mercato del lavoro sul piano legislativo. “Timida” nel senso che non ha mai tentato, fino al Jobs Act, di “riscrivere” organicamente le “regole del lavoro subordinato” e “indecisa” poiché le molteplici riforme intervenute sono state per lo più “marginali”, dunque hanno prevalentemente “costruito sopra l'esistente”, invece di “porre le fondamenta” ad una nuova disciplina. Il Jobs Act cui si faceva cenno, tuttavia, ha programmato una rielaborazione della materia, andando anche a riformulare il “baluardo” del tempo indeterminato, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (già parzialmente emendato dalla c.d. “Riforma Fornero”). Ad ogni modo sarebbe folle (o meglio, ingiusto) rendere più flessibili i licenziamenti senza che da ciò la società possa trarre un adeguato vantaggio.

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L' Europa del Congresso di Vienna
Europa
di Roberto Tamborini
18 gennaio 2016

Il 2015, anno orribile per l'Europa, è trascorso senza ricordare che due secoli prima si concludeva il Congresso di Vienna. Esso impose la restaurazione delle monarchie assolute nazionali dopo la Rivoluzione francese e l'Impero napoleonico, ma assicurò cent'anni di convivenza europea instaurando un metodo che gli Stati nazionali non avrebbero più abbandonato. Nemmeno oggi. Tra le innumerevoli sentenze lasciate in eredità dai protagonisti storici del Congresso di Vienna spicca per attualità quella di Klemens Von Metternich "Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli." 

Tra le innumerevoli sentenze lasciate in eredità dai protagonisti storici del Congresso di Vienna spicca per attualità quella di Klemens Von Metternich "Gli abusi del potere generano le rivoluzioni; le rivoluzioni sono peggio di qualsiasi abuso. La prima frase va detta ai sovrani, la seconda ai popoli." 


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Quattro domande sulla Terra dei Fuochi
Ambiente ed Energia
di Achille Flora
18 gennaio 2016

Il recente comunicato stampa, emanato dall’Istituto Superiore della Sanità (ISS), sull’aggiornamento dei dati sul rapporto tra inquinamento ambientale e diffusione di patologie oncologiche e deformazioni alla nascita, nei comuni ricadenti nella Terra dei Fuochi, ha rilanciato l’allarme su un fenomeno grave. In contrasto, le autorità locali tendono ad evidenziare la salubrità dei prodotti agroalimentari provenienti da tali aree, oltre al limitato inquinamento dei suoli. Tale enfasi sui risultati positivi delle analisi trovano giustificazione nell’aggressiva campagna mediatica che ha generato allarme nei consumatori di prodotti agroalimentari campani determinando seri danni alle imprese produttrici e all’economia regionale. Valga per tutti il caso della mozzarella di bufala campana, un prodotto DOC di eccellenza esportato su scala internazionale e che ha visto ridurre il suo export del 44,7% tendenziale nel terzo trimestre 2014, in piena crisi ambientale, pari a 23 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2013.

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Cambiamento climatico: il punto di vista degli economisti
Ambiente ed Energia
di Mitja Stefancic
18 gennaio 2016

Il dibattito incentrato sul surriscaldamento globale è di grande attualità per gli economisti. La crescita economica, lo sviluppo sociale e il problema del surriscaldamento del pianeta sono infatti strettamente interconnessi. La preoccupazione di fondo è la seguente: qualora non si riuscisse a cambiare rotta, limitando significativamente i fattori alla base del cambiamento climatico generato dagli esseri umani, il surriscaldamento del nostro pianeta potrebbe portare a conseguenze che metterebbero in serio pericolo la nostra sopravvivenza oltre a quella delle specie animali. È perciò opportuno sintetizzare l’opinione di alcune tra le più autorevoli firme sui temi della sostenibilità e del surriscaldamento globale, annotando anche le ragioni che fanno sembrare le conclusioni proposte talvolta difficili da realizzare da un punto di vista pratico.

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L’Area Metropolitana di Bari tra esigenze locali e vincoli europei
Enti locali
di Antonio Troisi, Massimo Bianco
18 gennaio 2016

Gli interrogativi sorti sul ruolo effettivo dell’Area Metropolitana di Bari possono trovare una risposta nella Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi da 707 a 715) che, assegnando alle regioni il compito della regionalizzazione dell’equilibrio complessivo di competenza, ha aggiunto un altro vincolo a quello del concorso alla sostenibilità del debito pubblico. Pertanto abbiamo cercato di verificare la funzionalità del nuovo ente di Area Vasta barese rispetto ai predetti vincoli, ricorrendo alla legge n.56/2014 per delineare l’Indice di Declinazione del Concorso alla Sostenibilità del Debito Pubblico (I.D.C.S.D.P.) calcolato come saldo fra i primi due titoli delle entrate e i primi due delle spese) e l’Indice di Declinazione del Pareggio del Bilancio (I.D.P.B), saldo fra i primi 5 titoli delle entrate e i primi 3 delle spese.

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I “poveri” digitali. A proposito dell’Universal Credit in UK
Welfare
di Michele Faioli
21 dicembre 2015
E’ diventato più profondamente europeo il discorso sul collegamento tra politiche attive e politiche assistenziali? Quel collegamento presuppone una generazione di “poveri” digitalmente competenti? Già nei Memorandum of Understanding, stipulati nel periodo della crisi tra autorità europee e Stati, si vedevano i primi segnali di questa tendenza alla razionalizzazione di schemi assistenziali e di introduzione di condizionalità anche per l'assistenza. Il caso dell’Universal Credit inglese permette di osservare come il collegamento tra politiche attive e politiche assistenziali si porrà nella dinamica tra "stick and carrots” nei piani del governo che attengono alla lotta alla esclusione sociale e se il “simply digital” sarà adottato nel futuro anche da altri paesi europei.
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La riforma del lavoro è andata in porto. E adesso?
Lavoro
di Luciano Forlani
21 dicembre 2015

Dopo l’approvazione dei decreti delegati di settembre la riforma è stata in teoria completata ma resta il passaggio costituzionale che punta a rivedere radicalmente le competenze dello Stato e delle Regioni.  Nell’attesa di questo passaggio dovrebbe essere possibile iniziare a razionalizzare l’azione pubblica nel campo delle politiche del lavoro facendo tesoro delle nostre esperienze (ad es. la sperimentazione in corso della Garanzia Giovani), fatte di luci ed ombre, e di quelle altrui che se non sono trasferibili sic et simpliciter possono essere tenute in debito conto nella ridefinizione della governance.  

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A 19 anni dal fallimento della Banca di Credito di Trieste: una riflessione dovuta
Finanza
di Mitja Stefancic
21 dicembre 2015

Qualche mese fa si è finalmente conclusa la liquidazione coatta della Banca di Credito di Trieste (BCT). Il percorso che ha portato alla liquidazione è durato ben diciotto anni. Si tratta di un fallimento bancario interessante da molti punti di vista, anche per il fatto che la BCT fungeva in passato da pilastro portante del sistema economico della comunità slovena nel Friuli Venezia Giulia. Dal novembre del 1996, mese in cui è stato dichiarato il fallimento della stessa, molte cose sono cambiate sia sul fronte della vigilanza bancaria, sia sul fronte dei rapporti politici tra l’Italia e la vicina Slovenia. Lo stesso sistema bancario italiano è cambiato significativamente negli ultimi tre decenni (De Bonis, 2008). Sorge dunque spontanea la domanda: le cose si sarebbero svolte in modo differente qualora il fallimento si fosse verificato nei giorni nostri, dato che negli ultimi anni abbiamo assistito a molti possibili fallimenti bancari con susseguenti salvataggi, spesso attraverso soldi pubblici?

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Una regionalizzazione degli equilibri di bilancio dei comuni delle dieci Aree Metropolitane
Enti locali
di Antonio Troisi, Massimo Bianco
21 dicembre 2015

Il disegno di Legge di Stabilità 2016 (art. 1, commi da 407 a 410 e da 424 a 427) ha assegnato alla regione il compito della regionalizzazione dell’equilibrio complessivo di competenza, consentendole di intervenire a favore degli enti locali del proprio territorio attraverso la rimodulazione degli obiettivi di saldo dei singoli enti e della regione. Di conseguenza, gli spazi finanziari acquisiti da una parte degli enti locali sono compensati dalla regione o dagli altri enti locali della stessa regione poiché l’intero comparto dell’Amministrazione Locale viene assimilato ad una grande holding. Le singole amministrazioni vengono, così valutate non solo per il loro specifico saldo non negativo in termini di competenza, ma anche per il concorso che ciascuna fornisce alla formazione del saldo regionale complessivo. Pertanto, aggiungendosi un altro vincolo a quello del concorso alla sostenibilità del debito pubblico (art. 12 legge n. 243/2012) abbiamo cercato di delinearne le implicazioni sulla politica economico-finanziaria regionale.

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