Le spine del Fiscal Compact sono tante e appuntite
Europa
di Roberto Tamborini
14 aprile 2014
european_central_bankAntonio Ribba (Nel Merito 31 marzo) ha provato con molta perizia a "interpretare" i nostri obblighi verso il Fiscal Compact. Qual è il messaggio? In fondo non ci vengono richiesti troppi sacrifici e li possiamo fare? Il Fiscal Compact è irriformabile, meglio non creare problemi più grandi di noi, ma con la benevolenza tedesca cercare nelle sue mille combinazioni numeriche un mezzo punto di Pil di margine? Sarebbe bello poterlo credere.  fb

 
La padella ustiona meno della brace. Perchè l’Italia non deve uscire dall’euro
Europa
di Marcello Messori
14 aprile 2014
ita_ue_50x70I vantaggi e gli svantaggi, che l’economia italiana e quella di altri Stati membri ‘periferici’ otterrebbero se uscissero dall’area dell’euro, non sono simmetrici a quelli derivanti da una loro permanenza in quest’area. Le ragioni della asimmetria sono, almeno, due.  fb

 
Di quanto si è ridotta la quota dei redditi da lavoro nell’economia italiana?
Economia reale
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
14 aprile 2014
euro_calcNegli ultimi anni, e da più parti, si è dibattuto a lungo sull’andamento della quota distributiva dei redditi da lavoro. Se si considera il ventennio 1992-2012, questa quota ha subito una netta flessione. Utilizzando i dati resi disponibili dall’Istat, nel 1992 i redditi da lavoro rappresentavano il 72% del valore aggiunto; intorno alla metà degli anni 2000 hanno subito un calo di circa 8-9 punti percentuali, attestandosi attorno al 64%; dopo una lieve risalita, nel 2012 erano pari al 67% del valore aggiunto. Nell’arco del ventennio la quota dei redditi da lavoro è dunque diminuita di 5 punti percentuali. fb

 
La riforma (della riforma) del Titolo V e il diritto privato: il centro legifera meglio?
Politica e Istituzioni
di Alberto Maria Benedetti
14 aprile 2014
titolo_v.jpgIl Governo Renzi, tra gli annunziati pilastri delle sue riforme costituzionali, ha annunziato una riforma del Titolo V che, a quanto è dato sapere, corregga le storture di un regionalismo troppo spinto e apparso, soprattutto negli ultimi tempi, come uno schermo dietro al quale si celavano interessi privati, arricchimenti e, uscendo dall’area dei reati, che ha protetto un mondo di sprechi che hanno interessato tutti i livelli delle amministrazioni regionali. fb

 
Il piano del lavoro del Governo Renzi: un aspetto importante e un limite del Jobs Act
Lavoro
di Luigi Apollonio
07 aprile 2014
renzimatteo_50x70.jpgIl Piano del Lavoro del Governo Renzi si pone l'obiettivo di migliorare i livelli occupazionali e sostenere i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro attraverso un mix di politiche attive e passive. In questo articolo si presta attenzione alle politiche attive dedicate alle donne ed all'assenza di politiche passive dedicate ai giovani inoccupati. fb

 
La riforma dell’apprendistato: quali i rischi di effetti negativi (inattesi)?
Lavoro
di Ugo Ascoli, Emmanuele Pavolini
07 aprile 2014
young_pc.jpgIn attesa di altri provvedimenti per ora solo annunciati (fra cui ad esempio la creazione di strumenti  di welfare a copertura universale per chi è senza lavoro e senza reddito), l’attuale governo ha ritenuto di dover intervenire con celerità su questioni relative al mercato del lavoro con un decreto legge, il n° 34 del 20 marzo 2014, onde modificare la regolazione di alcune importanti forme di contratto: l’apprendistato (incidendo soprattutto su quello più praticato, ovvero quello ‘professionalizzante’) ed il contratto a tempo determinato. fb

 
Le spine del Fiscal Compact
Europa
di Antonio Ribba
31 marzo 2014
european_flag_outside_the_commission_50x70.jpgLa regola di rientro da un debito pubblico elevato, prevista dal Fiscal Compact, è molto evocata nel dibattito pubblico ma, si sostiene in questo articolo, essa non è sempre ben compresa. La regola sul debito è relativamente flessibile e l’Italia non è molto lontana (ma in verità neppure vicinissima) dal soddisfare i requisiti del “Patto di Bilancio”. Quel che ci viene richiesto è di prestare maggiore attenzione al contenimento del disavanzo pubblico strutturale. Proviamo, infine, a trarre qualche implicazione per le scelte di politica economica del Governo Renzi. fb

 
L’acqua è avvelenata: chi ne risponde?
Servizi Pubblici
di Alberto Maria Benedetti
31 marzo 2014
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Tanto si discute di acqua come bene comune, del servizio idrico e di tutti i profili che questo tema comporta: che l’acqua (come il gas, l’energia elettrica ma, perché no, anche come i servizi di comunicazione) sia un bene essenziale alla sopravvivenza, non c’è dubbio. Che debba per questa ragione essere ritenuto bene comune è più opinabile, soprattutto se si guarda alla cosa dal punto di vista del servizio: i costi per la raccolta e la distribuzione dell’acqua (e i relativi investimenti per migliorare il servizio), infatti, dovrebbero gravare integralmente sul soggetto pubblico.

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Risparmiano, tassiamoli
Fisco
di Franco Osculati
31 marzo 2014
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La spending review ipotizza di aumentare la tassazione e di ridurre l’indicizzazione delle pensioni. Sarebbero interventi già conosciuti o tentati. È però nuovo l’argomento a sostegno. Ma anche questo non convince. Né l’equità intergenerazionale, né la giustizia tributaria giustificano una tassazione speciale delle pensioni.   

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La politica industriale in Italia: alcune prime riflessioni
Economia reale
di Paolo Carnazza
31 marzo 2014
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Questa nota si sofferma su un recente studio condotto dal Centro Studi Confindustria che, dopo avere esaminato le principali misure adottate all’interno dei principali Paesi industrializzati, sottolinea l’assenza di una politica industriale in Italia. Successivamente si cerca di evidenziare lo “sforzo” fatto negli ultimi tre-quattro anni dai precedenti Governi per rispondere alla grave crisi finanziaria e recessiva dell’economia italiana ma anche per superare, almeno parzialmente, una serie di debolezze strutturali del nostro sistema produttivo. Nonostante questi sforzi, però, continua a sussistere in Italia un problema di “offerta” e di “domanda” di politica industriale unitamente alla mancanza di una visione strategica di medio-lungo periodo.

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Le Politiche Industriali Europee e Italiane (2° parte)
Economia reale
di Raffaele Brancati
31 marzo 2014
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Le politiche industriali italiane, nella fase di nuova accelerazione di intenti sulla rilevanza della manifattura europea, appaiono sfibrate con modeste risorse umane e finanziarie. Qualche semplificazione nelle strategie, superando i blocchi presenti, può essere proposta.

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Verso un nuovo sistema di relazioni industriali? L’impatto del Testo Unico sulla rappresentanza
Lavoro
di Luisa Corazza
24 marzo 2014
nelmerito_50x70.jpgLa rivista www.nelMerito.com e la Fondazione Giacomo Brodolini promuovono una serie di incontri (1, 8, 14 aprile) sull’impatto del Testo unico sulla rappresentanza sindacale, per attivare un dialogo tra studiosi e protagonisti dell’accordo sui cambiamenti in atto nel sistema italiano di relazioni industriali fb

 
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