Le sorti dell’apprendistato dopo il Jobs Act
Lavoro
di Lisa Rustico
24 novembre 2014

La proposta di disegno di legge avente ad oggetto le deleghe al governo in materia di lavoro sembra non intervenire direttamente sulla disciplina dell’apprendistato. In coerenza con gli indirizzi delle precedenti legislature, almeno negli ultimi dieci anni, il testo oggi in discussione alla Camera sembra voler salvaguardare e valorizzare questo contratto quale strumento privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

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Stabilità e Enti locali. Quel che resta dell’autonomia.
Enti locali
di Franco Osculati
24 novembre 2014
La spesa pubblica locale è stabilizzata da qualche anno, salvo l’incognita sulla reali situazioni di qualche partecipata. Rimangono le questioni di qualità. La trasformazione delle Province può offrire un contributo limitando la sovrapposizione di competenze con Regioni e Comuni. Ma il fabbisogno di opere pubbliche si accumula senza sbocchi. Il disegno di legge di stabilità assegna nuovi rigori mascherati da spending review. I rapporti finanziari tra centro e periferia non sono mai stati così contorti e improvvisati.     
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Riforma fiscale dove sei?
Fisco
di Giuseppe Marino
24 novembre 2014

A distanza di otto mesi dall’adozione della Legge n. 23/2014, recante la delega al Governo per un fisco più equo, trasparente ed orientato alla crescita, non vi è ancora traccia dei principali decreti legislativi con cui procedere alla revisione del sistema fiscale. E ciò nonostante la previsione, in chiave di sollecitudine, per cui ogni quattro mesi «il Governo riferisce alle Commissioni parlamentari competenti per materia in ordine alla attuazione della delega». La data di scadenza, ormai quasi alimentare, è il 12 marzo 2015.

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Una Legge di Stabilità per la crescita?
Economia reale
di Giuseppe Ciccarone, Enrico Saltari
24 novembre 2014

La bozza del “Documento di Economia e Finanza 2015” consegnata alla Commissione Europea dal Governo italiano sembra rispondere a un disegno generale di rilancio della crescita incentrato sul mercato, in assenza di un piano generale di politica industriale e di incentivi mirati. Gli effetti previsti dal Governo per le misure a carico del bilancio pubblico sono molto limitate rispetto ai costi sostenuti, mentre quelli delle riforme (“strutturali”) non onerose non appaiono sempre plausibili. Ciò solleva dubbi sulla possibilità che la manovra di politica economica risulti effettivamente in grado di far ripartire la crescita della nostra declinante economia.

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La semplificazione dei mille giorni: parte seconda
Pubblica Amministrazione
di Alessandro Natalini
07 novembre 2014

Con il d.d.l. di riforma amministrativa emerge un progetto organico di miglioramento della qualità della regolazione basato sulla codificazione normativa, la digitalizzazione e la semplificazione procedimentale. Permangono però alcune ombre: il regime di favore concesso alle Agenzie delle imprese; le modalità di produzione delle norme contrarie ai principi della better regulation; il ricorso a nefaste norme derogatorie come valvola di sfogo di una burocrazia bloccata.

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Fondo di solidarietà per i mutui prima casa: problemi e proposte di soluzione.
Finanza
di Francesco Pastore, Francesca Tessitore
07 novembre 2014

Aumenta sempre di più il numero di famiglie che hanno difficoltà a pagare regolarmente le rate del mutuo acceso in momenti non sospetti per acquistare la casa d’abitazione. A causa della crisi economica degli ultimi anni, infatti, molti più che in passato hanno perso il proprio posto di lavoro e non hanno potuto evitare di cadere in sofferenza, rischiando di perdere, così, dopo il lavoro, anche la casa. Secondo l’ultimo rapporto statistico della Banca d’Italia, le sofferenze delle banche italiane hanno raggiunto un valore pari a 160 miliardi di Euro e di questi 32,3 miliardi sono imputati alle famiglie; dato decisamente in crescita rispetto al 2010 quando il valore si attestava intorno a 17 miliardi di Euro.

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Disoccupazione giovanile: creare lavoro non basta!
Lavoro
di Francesco Berlingieri
07 novembre 2014
La causa principale dell’attuale forte incremento della disoccupazione giovanile è senza dubbio la crisi economica che continua a colpire il nostro paese. Difatti, l’andamento della disoccupazione giovanile segue “a braccetto” quello della disoccupazione per gli adulti. Diversi economisti hanno criticato l’eccessiva attenzione mediatica e politica sul fenomeno della disoccupazione giovanile e sulla ricerca di rimedi nel breve periodo per affrontarla (Si veda per esempio Barslund e Gros 2013). Nonostante la creazione di nuovi posti di lavoro sia senza dubbio la migliore medicina in tempo di crisi, è bene utilizzare l’attenzione rivolta al mercato del lavoro dei giovani per riflettere sui problemi strutturali che riguardano la transizione scuola-lavoro nel nostro paese.
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Uno spettro si aggira per il mercato del lavoro: l’agenzia nazionale per l’occupazione
Lavoro
di Manuel Marocco
07 novembre 2014

Il Jobs Act, in questi giorni all’esame del Parlamento, contiene, tra le molte, una delega all’Esecutivo volta alla istituzione della “agenzia nazionale per l’occupazione”. Una soluzione istituzionale, per sollevare le sorti di una rete di erogazione delle politiche attive a macchia di leopardo. A ciò si aggiunga l’esigenza di unificare/coordinare questa rete con quella delle politiche passive (l’Inps), secondo le indicazioni da tempo provenienti dall’Unione Europea. In altri paesi europei (ad es. Austria, Francia, Germania) esistono da tempo agenzie nazionali di questo tipo, anche in contesti di decentramento istituzionale. Peraltro non esiste una relazione diretta tra la presenza di un’Agenzia e la riunione in un unico soggetto delle politiche attive e passive, il vero comune denominatore dei sistemi europei in essere (vedi in questa rivista Forlani L., Politiche del lavoro e governance nei paesi dell’Unione Europea: uno sguardo d’insieme, 25 gennaio 2013).

È lecito quindi domandarsi: in Italia le politiche attive non funzionano solo a causa del modello istituzionale, come sembra implicitamente assumere il Jobs Act, oppure ricorrono anche altri motivi?  

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L'Italia chieda una “Bretton Woods” per l'eurozona
Europa
di Leonardo Becchetti, Roberto Cellini, Paolo Pini, Alberto Zazzaro
27 ottobre 2014

La politica europea di austerità ha chiaramente fallito non solo in termini di rilancio della crescita e dell’occupazione ma anche nel perseguire la sostenibilità dei conti pubblici nella misura in cui, stando ai dati attualmente disponibili, diversi paesi presentano dinamiche del debito insostenibili e in forte crescita. Per questo motivo assieme a oltre 300 economisti/accademici chiediamo al premier Renzi un’iniziativa politica “alta” per salvare l’Europa dai rischi di disgregazione e l’Italia da una recessione prolungata che rischia di aggravarsi ulteriormente con effetti drammatici per le generazioni immediatamente future. Per tale ragione proponiamo una conferenza internazionale per discutere e costruire nuove regole e per andare oltre l’Europa della moneta e riavviare concretamente il progetto federalista.

Di seguito alleghiamo il testo dell’appello che può essere sottoscritto al sito http://www.change.org/p/presidente-di-turno-nel-semestre-europeo-l-italia-chieda-una-bretton-woods-per-l-eurozona

 

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Che fare per la “disoccupazione” dei lavoratori autonomi (…..e gli economicamente dipendenti)
Lavoro
di Luciano Forlani
27 ottobre 2014

L’assicurazione contro la disoccupazione involontaria è stata pensata per i  lavoratori dipendenti (1) ed è obbligatoria nella gran parte dei paesi europei (2).  Fanno eccezione i paesi scandinavi e l’Estonia  dove l’assicurazione è  di tipo volontario  ed hanno un ruolo chiave i fondi di disoccupazione costituiti  dalle organizzazioni sindacali (3) tipici del modello Gand  (4).  

Negli ultimi anni vi è stata una  domanda  straordinaria di tutela cui i governi hanno cercato di rispondere con deroghe  e proroghe,  con ampliamenti della  platea degli assicurati, con  interventi sui requisiti di accesso ai benefici.  Molte persone in condizione di disagio (giovani alla ricerca di un primo lavoro, lavoratori atipici, etc. ) sono però rimaste senza tutele o con tutele insufficienti soprattutto in quei paesi come l’Italia (e la Grecia) che non hanno ancora allestito una rete di tutela a carattere universale.  

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Il premio Nobel a Jean Tirole
Economia reale
di Salvatore Piccolo
27 ottobre 2014

Il premio Nobel assegnato a Tirole fornisce un nuovo stimolo all’economia industriale e induce gli addetti ai lavori a riflettere sulle nuove sfide per la teoria della regolamentazione. Il premio Nobel per l’Economia è stato assegnato quest’anno a Jean Tirole (Toulouse School of Economics). L’Accademia svedese ha motivato la decisione alla luce dei contributi che Tirole ha offerto alla teoria della concorrenza imperfetta e, in particolare, alla teoria della regolamentazione (per la quale è doveroso ricordare anche il fondamentale contributo di Jean-Jacques Laffont, mancato prematuramente). 

 

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I freelance esclusi dalle politiche per l’occupazione
Lavoro
di Anna Soru
27 ottobre 2014

L’occupazione è un’emergenza ed è al centro non solo del jobs Act, ma anche della legge di stabilità.

In entrambi questi importanti disegni di legge è evidente che l’attenzione è tutta sul lavoro dipendente ed è particolarmente sconfortante la totale disattenzione nei confronti del nuovo lavoro autonomo, dei freelance, che pure rappresentano una parte consistente e imprescindibile del nostro sistema produttivo.

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